un cervello insolito potenziato con interneuroni

Sapevamo che i corvi erano uccelli molto intelligenti. Ora scopriamo che hanno reti neurali molto speciali.

In almeno tre specie di corvi, i ricercatori hanno recentemente identificato a nome (La nozione di numero in linguistica è trattata nell’articolo “Numero…) “insolitamente alto” di cellule nel cervello (Il cervello è l’organo principale del sistema nervoso centrale degli animali. Il cervello elabora…) coinvolti nel “trattamento delle informazioni”.

Più precisamente, tra gli uccelli di sei specie (tra cui ilstruzzo (Struzzo è il nome che dà la nomenclatura aviaria in lingua francese (aggiornata)…) e il piccione) esaminati da questi ricercatori, i corvi hanno il maggior numero di cosiddetti interneuroni. Questi sono i neuroni che “trasmettono” i segnali tra le diverse “reti”. Sono quindi al centro del processo decisionale – fare o non svolgere un determinato compito – e, con noi, al centro della pianificazione (La pianificazione è la programmazione delle azioni e delle operazioni da svolgere) compiti o la valutazione del rischio di un compito.

I corvi avevano 290 milioni di questi interneuroni, rispetto a 124 milioni per lo struzzo e 40 milioni per il piccione e il pollo (Un pollo è un giovane pollame, maschio o femmina, della sottospecie Gallus gallus…). La differenza con gli struzzi è tanto più sorprendente dal momento che il loro cervello è il doppio il peso (Il peso è la forza di gravità, di origine gravitazionale e inerziale, esercitata dal…) di quello di un corvo.

Gli esseri umani, in confronto, hanno circa 1,3 miliardi (Un miliardo (1.000.000.000) è il numero naturale dopo novecento…) di interneuroni.

Ricorda che i corvi sono uno di quegli animali rari che possono riconoscersi nel specchio (Uno specchio è un oggetto con una superficie sufficientemente levigata perché su di esso si formi un’immagine…). Possono usare un attrezzo (Uno strumento è un oggetto finalizzato utilizzato da un essere vivente per aumentare il suo…) per prendere un pezzo di cibo in un posto difficile da raggiungere. I ricercatori hanno affermato l’anno scorso di poter comprendere il concetto di zero (Il numero zero (dall’italiano zero, derivato dall’arabo sifr,…). E possono pianificare le attività. Non è quindi inaspettato trovarne uno traccia (TRACE è un telescopio spaziale della NASA progettato per studiare la connessione tra il…) misurabile nel loro cervello, anche se questo non spiega perché questo uccello (Un uccello (o classe Aves) è un animale tetrapode appartenente al phylum…) si è evoluto in questa direzione e non il piccione, per esempio. Tuttavia, apre una piccola porta per una possibile migliore comprensione di ciò che, nel nostro stesso cervello, avrebbe potuto iniziare a fare la differenza, qualche milione di anni fa.

Questa Ricerca (La ricerca scientifica designa in primo luogo tutte le azioni intraprese nell’ottica di…) fa parte di una serie che, negli ultimi anni, ha cercato efficacemente di decodificare ciò che c’era di così speciale nel cervello di alcuni uccelli – non solo i corvi – le cui capacità cognitive non smettono mai di stupire. Ad esempio, due squadre avevano esaminato il 2020 nella revisione Scienza sul pallio, una regione del cervello che, sebbene sia molto piccola negli uccelli -obbligazione della testa piccola- ha tuttavia rivelato neuroni il cuiorganizzazione (Un’organizzazione è)“ricorda quella del ns corteccia (In biologia, la corteccia (parola latina che significa corteccia) designa lo strato superficiale o…): o l’area del nostro cervello associata tra l’altro ai cosiddetti compiti “superiori”, come il linguaggio e memoria (In generale, la memoria è l’immagazzinamento di informazioni. È anche ricordare…). Anche in questo caso, ciò non spiega perché il corvo e non un altro, ma ci ricorda che, anche in una testa molto piccola, i neuroni possono riuscire a “massimizzare” lo spazio a loro disposizione.

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