un allevatore condannato al divieto a vita di tenere un animale

Un asino doveva essere soppresso dopo essere stato trascinato su un 4×4 dal suo proprietario, un allevatore di Aleria che possedeva in particolare bestiame. La scena è avvenuta davanti a testimoni e associazioni per la difesa della causa animale hanno sporto denuncia per crudeltà. L’uomo è stato processato davanti al tribunale penale di Bastia.

Il caso è avvenuto circa un anno fa. Ad Aléria, i ciclisti vedono un asino trascinato vivo su un 4×4 e allertano l’associazione per la protezione degli animali Equitable Corse. A fare i conti sono la polizia e i servizi veterinari. L’uomo ha poi detto ai gendarmi che stava trascinando l’animale per ucciderlo ulteriormente.

Gli investigatori scoprono che si tratta in realtà di un asino, malato e probabilmente incinta. Deve essere soppressa perché è troppo debole.

Il caso è stato portato davanti al tribunale penale di Bastia. L’agricoltore, assente all’udienza, è stato condannato il 1° aprile a una pena detentiva sospesa di 4 mesi, accompagnata dal divieto definitivo di detenere un animale. Deve risarcire le cinque parti civili, associazioni per la difesa degli animali (Equitable Corse, Global Earth Keeper, SPA, Fondazione Brigitte Bardot, I nostri amici a 4 e 4 zampe 2B)fino a 400 euro e pagare sanzioni (quasi 500 euro) a seguito di irregolarità riscontrate nelle sue operazioni.

Assente all’udienza, il contadino ha negato di aver trascinato l’animale, ma la presenza di testimoni e l’osservazione di tracce lungo il percorso contraddicevano le sue affermazioni. Contattato, il suo avvocato si è rifiutato di commentare la sentenza, ha dieci giorni di tempo per impugnare.

Su questo caso, una petizione online aveva raccolto più di 37.000 firmatari per dire “stop alla barbarie”.

Leave a Comment