Le mucche introvabili dell’ex direttore della Camera dell’agricoltura Corsica del Sud

Quando non vagano per le strade, le mucche corse possono trovarsi anche in tribunale. Il Tribunale penale di Ajaccio ha esaminato, da martedì 19 aprile a giovedì 21 aprile, il bestiame di una famiglia di agricoltori corsi perseguiti per “frode” e “riciclaggio organizzato”, per aver in particolare ricevuto indebitamente 1,4 milioni di euro di aiuti europei della Politica Agricola Comune (PAC) per il bestiame, tra il 2015 e il 2019.

Il pubblico ministero di Ajaccio Nicolas Septe chiese a Jean-Dominique Rossi, allora direttore ad interim della Camera dell’agricoltura di Corsica del Sud, trentasei mesi di reclusione, di cui diciotto sospesi. L’ex dirigente è stato propagandato come il boss della frode, nonostante l’avesse fatto “un dovere dare l’esempio”. Il rappresentante dell’accusa ha chiesto pene da due mesi a un anno di reclusione nei confronti della moglie del sig. Rossi, dei suoi due figli e di un uomo che fungeva da bracciante agricolo, anch’essi imputati.

Per tre giorni, la corte ha esaminato i 2.200 ettari della fattoria di famiglia nel bellissimo villaggio di Letia, a 60 chilometri da Ajaccio. Su questi radi pascoli i controllori riuscivano a malapena a contare la metà delle 530 vacche dichiarate etiche di questo allevamento iperestensivo che a volte si perdeva in montagna. Secondo l’accusa, sulla mandria erano state rilasciate false dichiarazioni, “dove la mortalità era anormalmente alta”.

Travisamento del bestiame

“Questo è un caso emblematico di frode agricola”, tuonava il pm durante la sua incriminazione, facendo eco alle parole del suo predecessore e del prefetto della Corsica che, nel 2018, aveva svelato il caso nel corso di una clamorosa conferenza stampa a due voci. La proprietà era stata anche fittiziamente divisa in cinque per moltiplicare di conseguenza l’aiuto. “Tutto era comune in questo genere di falansteri, dalle attrezzature alla gestione amministrativa”ha proseguito il Sig. Septe, indicando, per la componente di riciclaggio, che tali fondi dovevano essere utilizzati in particolare “investimento in una residenza turistica di 48 unità a Cargèse che non ha mai visto la luce”. Parte civile in questo caso, l’Agenzia dei Servizi e dei Pagamenti, ente pubblico nazionale, ha chiesto il rimborso delle somme.

La difesa è riuscita a riavvolgere il “occidentale” costruito dall’indagine preliminare di questa ennesima storia premium della mucca corsa. “Non è il buono, il brutto e il cattivo”affrontato Me Dominique Paolini, avvocato di uno dei figli dell’ex direttore, “sono veri operatori da diverse generazioni”.

Hai ancora il 27,94% di questo articolo da leggere. Quanto segue è riservato agli abbonati.

Leave a Comment