Le migliori scuole di diritto del mondo

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Dove si trovano le università del Quebec? Fonti: siti web della McGill University, Université de Montréal e Université Laval

L’elenco annuale delle migliori scuole di giurisprudenza, stilato dal 2011 dallo studio specializzato in analisi dell’istruzione superiore QS Quacquarelli Symonds, classifica le circa 350 scuole di giurisprudenza nel mondo secondo un sistema a cinque punti.

Ed è così che nelle tre università canadesi elencate tra le 100 migliori al mondo, troviamo:

  1. Università di Toronto, al 19° posto,
  2. McGill University, al 31° posto,
  3. University of British Columbia, al 43° posto.

Questa classifica si basa su un ampio sondaggio in corso su 130.000 accademici e 75.000 datori di lavoro, che valutano 15.000 programmi accademici offerti da 1.543 università in 88 paesi. Vengono valutate 51 discipline universitarie, comprese le scienze giuridiche e giuridiche.

Il Preside della Facoltà di Giurisprudenza della McGill University, Robert Lekey, ha elogiato la posizione raggiunta da McGill in questa classifica annuale. Secondo lui, dal 2011, McGill si è costantemente classificata tra le prime 35 istituzioni a livello globale. il

In una dichiarazione, si è detto “contento di vedere che la nostra facoltà è ancora una volta riconosciuta come uno dei migliori posti al mondo per studiare giurisprudenza”, come dimostra McGill “leadership legale di fronte alle sfide globali”.

Altre nove università canadesi spiccano nella classifica mondiale, ovvero (in ordine di apparizione nell’elenco):

Tra i primi 101-150

  • Università di Montreal
  • Università di Ottawa
  • Università di York

Tra i primi 151-200

Tra i primi 201-250

  • Università di Dalhousie
  • Università dell’Alberta
  • Università occidentale

E tra i primi 251-340

  • Università di Lava
  • Università di Vittoria

Il Vice-Decano per la Ricerca e gli Affari Esteri della Facoltà di Giurisprudenza dell’Université Laval Marie-Eve Arbor dice di essere “contenta” di vedere il suo istituto incluso nell’elenco. Gli indicatori sembrano “finalmente” tenere conto delle particolarità delle università francofone, spesso svantaggiate rispetto al mondo anglofono nella valutazione dei contributi alla ricerca.

Diversi fattori vengono valutati per determinare queste classifiche. In primo luogo, c’è la reputazione accademica, che si basa su sondaggi condotti tra accademici e relativa alla disciplina per la quale hanno esperienza.

Successivamente, la reputazione del datore di lavoro assegna un punteggio relativo all’occupabilità dei laureati di ciascuna delle facoltà, dove i datori di lavoro devono identificare le migliori istituzioni dove preferiscono assumere candidati.

Quanto alla qualità della ricerca, essa viene valutata in base al numero di citazioni per pubblicazione, ovvero al numero di volte in cui un articolo pubblicato su una rivista accademica da parte di docenti di una facoltà viene citato da altri ricercatori.

Infine, l’ultima variabile compilata consiste nel calcolo dell’indice H, indicatore che tiene conto della produttività, ovvero del numero di articoli pubblicati e dell’impatto, ovvero del numero di citazioni ricevute da un ricercatore, dando così la misura dell’impatto di un autore particolare sulla disciplina.

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