L’avvocato di class action che accusa la Renault di vendere motori difettosi

L’elenco è lungo dei casi sui quali ha unito le azioni legali: Linky meter, privatizzazione dell’aeroporto di Tolosa, scandalo Levothyrox o chlordecone… Christophe Lèguevaques, avvocato del foro di Parigi, e tre suoi colleghi (di cui uno a Marsiglia e uno a Tolosa) hanno deciso di andare all’attacco lanciando un’azione collettiva congiunta contro la Renault in quella che chiamano l’affare “motorgate”.

Si tratta di un serio problema di affidabilità che riguarda il motore benzina 1.2 litri TCE, prodotto tra il 2012 e il 2016 e distribuito fino al 2018. La macchina equipaggia circa 400.000 veicoli (di cui 133.000 in Francia), principalmente Renault (Clio 4, Captur, Mégane, Kadjar, Scénic ), ma anche Dacia (Duster, Dokker, Lodgy), Nissan (Juke, Qashqai 2) e alcune utilities Mercedes Citan.

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Il difetto del motore, noto già da diversi anni, porta a un consumo eccessivo di olio degradando le parti e arrivando fino alla rottura del motore dopo 65.000-120.000 chilometri di utilizzo, secondo il sig.e Leguevaques. L’avvocato si affida al notevole lavoro svolto dal gruppo Facebook “Casse Moteur” (4.500 iscritti) che ha raccolto testimonianze e documenti. Ritiene che vi siano motivi per il procedimento penale per “inganno” e persino “mettere in pericolo la vita degli altri”, alcune parti difficili che si rompono sono avvenute a tutta velocità in autostrada.

Da parte sua, la Renault ammette di aver notato un consumo eccessivo di olio addosso “una piccola parte dei modelli”. “Lo abbiamo fatto caso per caso.dice un portavoce del marchio. Se i clienti sono stati scrupolosi nella manutenzione, il supporto è totale; Il 90% dei clienti che ci ha inviato richieste ha ricevuto un supporto totale o parziale. »

Una procedura insolita e rischiosa

“La Renault sta facendo di tutto per risparmiare tempo ed esaurire le vittime in procedure o competenzerisponde l’avvocato. Alla fine, il supporto è limitato – nella migliore delle ipotesi il 60% – e, in effetti, spesso irrisorio. » Di fronte ai grandi affari, il sig.e Lèguevaques interpreta quindi l’unione delle vittime in una procedura insolita. L’avvocato sconsiglia di sporgere denuncia con azione civile.

“Saremmo rimasti per almeno dieci anni di procedura, fa notare. Il mio obiettivo è andare veloce. » Il percorso prescelto si articola in due fasi: la prima, un sommario di prova disposto entro l’inizio dell’anno scolastico a settembre, durante il quale un giudice obbligherebbe la Renault a divulgare reperti e documenti; poi, una citazione diretta consistente nell’adire direttamente il tribunale penale che si pronuncerà.

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