Io Bernard Fau, avvocato apicoltore giurato al Concorso Generale Agricolo SIA

Posters Parisiennes: Perché sei presente al Salon de l’agriculture?

Bernard Fau: È molto semplice, presiedo una delle giurie del concorso generale agricolo, il concorso del miele. Abbiamo assegnato una medaglia d’oro e due d’argento a mieli assolutamente meravigliosi che ricompenseranno i grandi apicoltori francesi. Forse di piccole dimensioni, ma di grande abilità. È come con gli avvocati. Uno può essere di piccola taglia e grande in abilità. Apicoltori e avvocati sono in qualche modo la stessa cosa.

A.-P. : Ora sei un membro della CNB?

BF: Presiedo la Commissione Testi al Consiglio Nazionale Forense e questo mi dà l’opportunità di essere in costante contatto con il Parlamento, con il Governo, poiché i testi ci piovono addosso come grandine. Quindi c’è molto lavoro da fare al Conseil national des barreaux, che è davvero la testa di ponte per gli avvocati in questo momento.

A. – P.: Devi anche specificare che sei l’“avvocato apicoltore”?

BF: Assolutamente. Io stesso sono un apicoltore. Per questo creo questo collegamento tra la professione di apicoltore e la professione di avvocato. Ecco perché a entrambi piaccio, la professione di avvocato perché sono un apicoltore, la professione di apicoltore perché sono un avvocato.

A. – P.: I pesticidi sono ancora un problema per le api?

BF: I pesticidi sono stati molto respinti sul territorio francese, oltre che su quello europeo. Numerosi ricorsi sono stati promossi con successo dinanzi al Tribunale dell’Unione europea e alla Corte di giustizia dell’UE. E ora stiamo camminando mano nella mano con la Commissione europea per guidare una riduzione ragionata di tutti i pesticidi sul territorio dell’Unione. Le cose stanno andando un po’ meglio, ma c’è una tale inventiva da parte delle aziende agrochimiche che sentiamo ancora di correre dietro di loro.

A. – P.: Hai un messaggio per il Custode dei Sigilli?

BF: Vorremmo che il discorso politico fosse più presente di quanto non lo sia oggi, che la tecnologia smetta di avere la precedenza sulla volontà politica e che ascoltiamo ciò che i nostri concittadini si aspettano, che è un’attesa riduzione delle ingiustizie, un’aspettativa di un aumento della giustizia e un’aspettativa di vicinanza all’accesso alla legge. Questi sono gli elementi che hanno fondato una grande democrazia come la nostra. Ci vuole vicinanza all’accesso alla legge, alla comprensione da parte dei cittadini di come funziona il sistema giudiziario e al fare di tutto per garantire che i cittadini abbiano un accesso facile e veloce ai propri giudici.

A. – P.: Come trova quest’anno la Mostra dell’Agricoltura? Immagino tu ci sia già stato diverse volte?

BF: Quindi ho prestato giuramento nel Concours Général Agricole per 22 anni, quindi frequento il Salon de l’Agriculture per 22 anni e contemporaneamente il Concours Général. Trovo che quest’anno sia particolarmente festoso, particolarmente impegnato. Sono andato allo stand nel villaggio di Reunion, un territorio che mi è caro, e ho visto che c’era un grandissimo sviluppo della presenza d’Oltremare, che ha gioito. Sono presenti anche le province francesi, ma è più classico. Il grandissimo sviluppo della presenza dei Territori d’Oltremare al Salone dell’Agricoltura è un ottimo segnale della coesione dei nostri dipartimenti e dei nostri Territori d’Oltremare con la metropoli.

A. – P.: Si tratta di un’edizione speciale, visto che l’ultima era stata cancellata a causa dell’emergenza sanitaria…

BF: Ecco perché la borsa emblematica del Salon de l’agriculture quest’anno ha una formula che dimostra che è la reunion per il 2022, dopo un anno di assenza dal salone che è stata molto sentita, non solo dall’intera professione agricola, ma anche da tutte le persone che vivono nei nostri territori e che considerano il Salon de l’agriculture il grande appuntamento annuale dei territori della capitale.

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