il lupo sempre alla ricerca di nuovi territori

In Nuova Aquitania, ne segnaliamo la presenza furtiva una volta qui, una volta là. Nell’ottobre 2015 un animale ferito da una trappola è stato ucciso a Saint-Léon-sur-l’Isle, a una ventina di chilometri da Périgueux, nella Dordogna…

In Nuova Aquitania, ne segnaliamo la presenza furtiva una volta qui, una volta là. Nell’ottobre 2015 un animale ferito da una trappola è stato ucciso a Saint-Léon-sur-l’Isle, a una ventina di chilometri da Périgueux, in Dordogna. Nel novembre 2019 il passaggio di un lupo è stato autenticato a Saint-Thomas-de-Conac, sull’estuario della Gironda, in Charente-Maritime. Due mesi dopo, abbiamo individuato canis lupus a Gurat, nella Charente.

Le autorità confermano che due nuovi dipartimenti della regione sono stati attraversati da lupi all’inizio dello scorso inverno, Haute-Vienne e Corrèze. L’Ufficio francese per la biodiversità (OFB) ha registrato diversi attacchi al bestiame da dicembre a Creuse. Lì sono stati autorizzati colpi spaventosi. Il predatore non si divertiva da queste parti da quasi un secolo.

Béarn e Dordogne in prima linea

Stiamo parlando solo di fatti comprovati qui. In Gironda e Lot-et-Garonne, la campagna brulica di voci sull’arrivo del cane. Ma è nella Dordogna e nel Béarn che sembra stabilirsi. Sulla carta OFB appare un punto arancione che indica una “zona di presenza permanente” nella parte orientale dei Pirenei atlantici. Un ibrido lupo – incrociato con il cane – e morso è stato odiato lì per diversi anni.

Ha iniziato a parlare di lui nel 2018. Il danno continua. A fine dicembre un allevatore di Asson, in Piemonte, ha avuto la dolorosa sorpresa di scoprire sei sue pecore uccise e diverse altre ferite. I sospetti caddero immediatamente sull’animale. Lo scorso autunno, la prefettura dei Pirenei Atlantici ha concesso a tre allevatori Béarn il permesso di aprire il fuoco su di lui.


Diverse pecore sono state uccise in questo gregge nel dicembre 2021, ad Asson, nel Béarn. Forti sospetti pesarono subito sul lupo.

DAVID LE DEODIC/“SUD OVEST”

Un lupo ibrido parla di lui dal 2018

Circondata alla sua periferia orientale da territori dove il lupo ha raddrizzato la spina dorsale, la Dordogna non la taglia. Il 21 marzo il prefetto vi ha firmato un decreto che classifica il dipartimento nel “cerchio 3”. Caratterizza una possibile zona di espansione geografica. Il possibile potrebbe presto trasformarsi in probabile, anzi certo. In territori dal profilo aspro, foreste e selvaggina, è probabile che il lupo si senta a casa. Gli incidenti si sono verificati nel tempo, hanno divorato i vitelli, senza che il lupo sia stato ufficialmente dichiarato colpevole. Pubblicata a marzo, la “Newsletter dalla rete wolf lynx” riporta l’osservazione visiva di un individuo solitario nella foresta di Bessède, a fine settembre 2021, nel sud-est del dipartimento.

Risponde alla chiamata dell’Occidente

Questa dispersione non è affatto sorprendente. Il lupo risponde al richiamo dell’Occidente. Trasferitosi in Francia dal 1992, quando ha attraversato le creste franco-italiane del Mercantour per stabilirsi nelle Alpi, rosicchia spazi sempre più lontani. La sua vitalità demografica lo porta. Alla fine dell’inverno 2020-2021, la popolazione del lupo grigio era stimata in 624 adulti, il 7% in più rispetto all’anno precedente. Non si conoscono ancora i risultati per l’inverno 2021-2022, ma il monitoraggio intermedio effettuato la scorsa estate mostra ulteriori progressi, con 145 aree di presenza permanente, di cui 128 branchi, una ventina in più rispetto all’ultimo punto della situazione. Giovani lupi isolati possono comparire qua e là in primavera e in autunno, quando i branchi si ristrutturano espellendo subadulti, di età compresa tra uno e tre anni, che a volte ingoiano centinaia di chilometri in cerca di cibo.

Quando iniziano le predazioni, gli animi si infiammano

La salute di questa specie protetta suscita seri timori tra gli allevatori. Il 21 aprile il Consiglio di Stato ha confermato il tetto per la cattura – macellazione, a dire il vero – dei lupi, fissato al 19% della forza lavoro. Nel settore forestale di Double, ai margini della Dordogna e della Gironda, il Civam PPML non vuole entrare nella polemica pro o anti-lupo. Preferisce anticipare in compagnia di una ventina di allevatori locali. “Quando iniziano le predazioni, gli animi si infiammano e arriva lo Stato con i suoi aiuti basati sul trittico cani/guardiani/recinzioni. Vorremmo uscire da questa logica, informare e formarci ora”, sottolinea Émeline Delong, coordinatrice del Civam PPML.

Il progetto consiste nella creazione di una “rete di intesa” coinvolgendo la popolazione locale nella difesa dell’agricoltura estensiva a misura d’uomo. “Di fronte al lupo, l’allevatore non deve essere l’unico a marcare il territorio degli uomini. Possiamo immaginare modi per rafforzare la presenza umana in prossimità dei pascoli, nel rispetto della biodiversità. I circuiti escursionistici, ad esempio”, aggiunge Émeline Delong. L’iniziativa è innovativa. “Stiamo iniziando ad essere ascoltati. Per non essere più considerati dei maniaci», rischia. Continua.

Leave a Comment