Il fisco sta dando la caccia alle piscine su Google Maps con algoritmi e sta schizzando

Aperta dal 2019 dal fisco, la caccia alle piscine non dichiarate che utilizzano le nuove tecnologie sta vivendo un’escalation di crolli. Nel 2019 Accenture ha prima cercato di sviluppare un software per la Direzione Generale delle Finanze Pubbliche (DGFiP) al fine di stanare le costruzioni non dichiarate.

Ma, per mancanza di risultati corretti, l’esperimento era stato interrotto. Costo di questo primo tentativo effettuato in tre reparti: 20 milioni di euro. Come spiegato Le Figaro, Google e Capgemini hanno ripreso il testimone. Denominata Terra Innovativa, la missione rimane invariata ma la tecnologia differisce.

Utilizzando l’intelligenza artificiale (AI) basata sulle immagini di Google Maps e Google Street View, le autorità fiscali sperano di individuare più facilmente e rapidamente piscine, edifici isolati e ampliamenti di case non dichiarati. Lo scorso ottobre, il software è stato testato in nove dipartimenti francesi.

(troppi) molti errori

Sei mesi dopo, è il dramma! Come spiegato Il pariginoi risultati sono difficili da convincere. Spesso confondono piscine fuori terra e piscine tassabili. Peggio ancora, un semplice telone appoggiato a terra può essere scambiato per una piscina… I sindacati DGFIP stimano che il tasso di errore sia intorno al 30%. Anche gli algoritmi di Google e Capgemini, responsabili anche del tracciamento degli edifici, andrebbero in crash, secondo le fonti del parigino.

Risultato: i sindacati deplorano questo uso improprio delle nuove tecnologie e si rammaricano che i geometri, ancora in carica, non si muovano più direttamente. Secondo Il pariginoquesto fiasco potrebbe porre fine prematuramente al contratto tra lo Stato e Capgemini/Google. Un pasticcio che potrebbe arrivare a 40 milioni di euro.

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