Gli avvocati di Dupond-Moretti presentano una mozione di nullità per annullare la sua accusa

I difensori del ministro della Giustizia vogliono segnalare “l’irricevibilità delle censure” a lui rivolte. Il Custode dei Sigilli è sospettato di “intercettazione illegale” in due casi.

Nuovo colpo di scena nell’indagine sul Custode dei Sigilli Eric Dupond-Moretti: gli avvocati del ministro della Giustizia hanno depositato presso la Corte di Giustizia della Repubblica (CJR) istanza di nullità del suo atto d’accusa per “assunzione di interessi illeciti” pronunciata a luglio, ha appreso BFMTV.com da una fonte giudiziaria.

Tale richiesta, che, secondo una fonte esperta in materia, solleva in particolare “l’inammissibilità delle censure all’origine del rinvio alla CJR” e “la parzialità del pubblico ministero presso la Corte di Cassazione”, François Molins , è stato depositato il 7 settembre. Deve ora essere esaminato a metà ottobre dalla commissione di istruzione della CJR, l’unico tribunale abilitato a perseguire e giudicare i membri del governo per i reati e gli illeciti commessi “nell’esercizio delle loro funzioni”, ha precisato la stessa fonte, confermando informazioni da Figaro.

La difesa di Eric Dupond-Moretti aveva chiesto quest’estate che François Molins fosse interrogato dalla CJR ma la sua richiesta è stata respinta. Una decisione confermata in appello il 17 settembre, ha ulteriormente precisato la fonte giudiziaria.

Sospetti di “assunzione illegale di interessi” in due fascicoli

Ricordiamo che Eric Dupond-Moretti è sospettato di aver approfittato della sua posizione per regolare i conti con i magistrati con i quali aveva avuto problemi quando era avvocato, cosa che il preside interessato smentisce. La CJR aveva aperto lo scorso gennaio un’indagine giudiziaria per “assunzione illecita di interessi” dopo le denunce dei sindacati dei magistrati e dell’associazione Anticor che denunciavano situazioni di conflitto di interessi in due fascicoli.

La prima riguarda l’indagine amministrativa disposta nel settembre 2020 dal Custode dei Sigilli nei confronti di tre magistrati della Procura nazionale delle finanze (PNF) a cui sono stati sfogliati i dettagliati tabulati telefonici (“fadettes”) quando era ancora una star nelle aule dei tribunali.

Il PNF stava quindi cercando di stanare una “talpa” che era stata in grado di informare Nicolas Sarkozy e il suo consigliere Thierry Herzog – un amico di Eric Dupond-Moretti – che erano stati intercettati nel cosiddetto caso di corruzione “Bismuth”, che ha guadagnato a marzo una storica condanna dell’ex capo di Stato.

Incriminato il ministro della Giustizia in carica

Diffamando poi i “metodi barbouze” dell’accusa anticorruzione, Eric Dupond-Moretti aveva sporto denuncia, ritirata la sera della sua nomina a Custode dei Sigilli, 6 luglio 2020.

Nel secondo caso, è accusato di aver avviato un procedimento amministrativo nei confronti di un ex gip distaccato a Monaco, Edouard Levrault, che aveva incriminato un suo ex cliente e di cui aveva criticato i metodi “cowboy”. Eric Dupond-Moretti ha affermato di aver solo “seguito le raccomandazioni” della sua amministrazione.

Con quest’ultima manovra difensiva per Eric Dupond-Moretti, continua a manifestarsi la dimensione straordinaria di questa indagine: già, il 1° luglio, era stata effettuata una perquisizione di rara durata – quindici ore – al ministero della Giustizia. Soprattutto, Eric Dupond-Moretti è, con questo caso legale, il primo Custode dei Sigilli ad essere incriminato durante il suo mandato ministeriale.

Hugo Roux con Justine Chevalier con AFP

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