Cash Investigation – il reportage su McDonald’s e l’apporto nutrizionale del menù Happy Meal fortemente criticato dagli internauti

Questo giovedì, 7 aprile, Élise Lucet e il suo team offrono un nuovo numero di “Cash Investigation” su France 2 dedicato a McDonald’s. Pubblicità, potere di marketing della famosa multinazionale americana sui bambini, influenza, qualità dei pasti, condizioni di lavoro, l’indagine svela il potere fenomenale del gruppo… ma anche i suoi difetti. I primi minuti della relazione sono stati dedicati alla qualità nutrizionale del famoso Happy Meal: un passaggio che ha esasperato molti internauti.

“È così da McDonald’s?” È proprio questo il titolo della nuova inchiesta “Cash Investigation” andata in onda questo giovedì sera, su France 2. Élise Lucet e il suo team sono ora interessati al dietro le quinte di una multinazionale che si è stabilita comodamente in Francia per più di quarant’anni. : McDonald’s. Con 1.400 ristoranti aperti e circa 2 milioni di pasti distribuiti ogni giorno in Francia, l’azienda americana è ormai parte integrante della vita quotidiana di molti francesi e della felicità dei più piccoli, un target particolarmente apprezzato dal colosso dell’hamburger. Per capire il vero potere del brand sui più piccoli, lo spettacolo ha offerto un’esperienza a un panel di giovani porcellini d’India invitandoli al “Cash Restaurant”, una sorta di fast food in stile “Cash”. Da un lato, scatole di colore McDo contenenti menu Happy Meal (con crocchette di hamburger, patatine fritte e un po’ di frutta e verdura, ecc.), dall’altro scatole di colore neutro contenenti anche menu Happy Meal. Il risultato è indiscutibile: i giovani porcellini d’India seduti davanti alle scatole colorate McDo non scambierebbero i loro menù per niente al mondo con quelli delle scatole anonime. Un esempio che illustra il vero potere che i famosi colori giallo e rosso delle scatole hanno sulle abitudini e sul comportamento dei bambini…

“Grazie Elise Lucet!”

Pochi istanti dopo, Elise Lucet va a incontrare una dottoressa nutrizionista, Corinne Chicheportiche, per sottoporle il contenuto di un menu Happy Meal. “Non possiamo che congratularci con McDo: lì abbiamo le fibre: le abbiamo nei pomodori, le abbiamo nelle mele, ci diciamo “super!”. Faremo un pasto completo per un bambino? chiede il dottore. Il suo verdetto è chiaro: la quantità di un pasto contenuta in un Happy Meal non è sufficiente. Secondo Corinne Chicheportiche, questo pasto non soddisfa le esigenze nutrizionali di un bambino e gli impedirebbe di raggiungere la sazietà. Il rischio ? Chiedere uno spuntino troppo e troppo ingombrante alle 16:00. Infatti, per soddisfare i bisogni nutrizionali del bambino, soprattutto di ferro, il rapporto spiega che ci vorrebbero non uno ma quattro cheeseburger per raggiungere l’obiettivo di ferro… il che, invece, farebbe esplodere i contatori in in termini di calorie e grassi: una situazione totalmente incompatibile con una dieta equilibrata. Questa spiegazione è stata oggetto di critiche nello show: per i twitos è abbastanza logico: McDo e dietetica non vanno proprio d’accordo…

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