Basal Nutrition sviluppa alimenti a base di ceppi microbici vivi

A Saint-Jean-Bonnefonds nella Loira (Auvergne-Rhône-Alpes), Basal Nutrition è ciò che potrebbe essere considerato un giovane germoglio di cibo. Creata a marzo 2020, poco prima del primo confinamento, ha investito 450.000 euro in una scommessa: commercializzare i primi “nutraceutici”, all’interno del suo laboratorio di 250 mq, installato nella zona artigianale di Métrotech, che ora ha una linea di produzione.

“Siamo tornati alle basi del cibo proponendo prodotti ricchi di fibre, per rispondere ai tanti disagi e patologie che i consumatori vivono oggi”spiega Sandrine Vautherin, co-fondatrice di Basal Nutrition.

Perché dopo aver contribuito allo sviluppo, tra l’altro, di aromi naturali per l’industria alimentare, ha unito le forze con altri due colleghi (Dominique Giannotta e Bernard Barlet) per “dare senso” ai loro modi di produzione. Tutti e tre volevano vedere il feed “come mezzo per preservare la propria salute quotidianamente”. “Il cibo è come il carburante che metti in un’auto. È la prima cosa di cui hai bisogno per prenderti cura della tua salute”. riassume Sandrine Vautherin.

Preparati che preservano il microbiota intestinale

In particolare, hanno scelto di puntare sulla preservazione dell’equilibrio del microbiota intestinale, partendo dallo sviluppo di una gamma di preparazioni biologiche per muffin e torte salate, da personalizzare e poi cuocere, lavorando su diverse miscele di farine, legumi e semi oleosi. Tutti selezionati per le loro qualità nutrizionali, ed in particolare per il loro contenuto di fibre e proteine, come “combustibili essenziali per il corretto funzionamento del microbiota intestinale”. Obiettivo : “fornire fino al 20-25% dell’assunzione giornaliera raccomandata di fibre, che è compresa tra 25 e 30 g al giorno” con la promessa di raggiungere un Nutriscore finale di categoria A, ovvero la categoria di prodotti considerata la più “sana”.

Basal Nutrition, invece, sta per commercializzare, all’inizio del 2022, una gamma di “scatti” lattofermentati, a base di succhi di frutta e verdura biologici, e che contengono fino a 10 miliardi di ceppi microbiotici. “L’idea è di utilizzare il succo di frutta come supporto e di portare un’alta concentrazione di questi ceppi microbiotici, che vengono lavorati con squadre di dottorandi in microbiologia, al fine di riseminare il corpo con buoni microbatteri”. Al crocevia tra alimentazione salutare e integratori alimentari, Basal Nutrition si distingue dai prodotti già presenti sul mercato, in particolare sotto forma di integratori, per la sua ambizione di rappresentare piuttosto un “intermediario”. In particolare dal formato dei suoi ceppi microbici, che vengono commercializzati vivi, invece di essere liofilizzati e incapsulati in un integratore.

Obiettivo: un Nutriscore A, ma senza una dieta ultra-restrittiva

La lotta del giovane germoglio non è però quella delle diete prive di glutine o lattosio, ma quella di proporre una dieta “equilibrato e diversificato”, “dove manteniamo sia le consistenze, la morbidezza e il gusto, allo stesso tempo l’equilibrio di macro e micronutrienti”.

Tuttavia, ha scelto di lavorare con prodotti biologici, al fine di garantire produzioni esenti da pesticidi. “Il nostro obiettivo è offrire il cibo più sano possibile, ma detto questo, non siamo all’estremo. Piuttosto, siamo qui per aiutare i consumatori a sviluppare una cassetta degli attrezzi, perché trovare una dieta equilibrata non è sempre facile”.

Una delle sue originalità? Lavorare con la farina di grano esausto, che altro non è che una torta di cereali, frutto della produzione della birra, spesso considerata come un rifiuto e che la start up recupera dai microbirrifici urbani.

Il suo obiettivo: produrre da 70.000 a 100.000 “scatti” entro il 2022/2023, nonché da 5 a 6 tonnellate del suo mix per muffin e torte nello stesso periodo, in associazione con un subappaltatore con sede nel Drome, a Valence. Abbastanza da permetterle di puntare a 1,5 milioni di euro di fatturato in quattro anni, con l’ambizione di fare un’incursione nel mercato belga e tedesco a partire dal 2023.

Trasformare il modo in cui nutriamo il pianeta

Con nel mirino, i consumatori che vogliono essere già attenti al proprio equilibrio alimentare. “Non siamo qui per convertirci, ma per rivolgerci a una clientela già alla ricerca di prodotti più adatti alla propria salute”. Basal Nutrition è anche interessata alla dieta degli atleti per i quali sta valutando di offrire prodotti adattati al loro corpo, che eventi sportivi a lungo termine come maratone o trail possono mettere alla prova.

Per il momento i prodotti della start-up sono già distribuiti direttamente sul suo sito web, oltre che attraverso naturopati partner e hotel di talassoterapia, con l’ambizione di espandersi a negozi e negozi di alimentari, in particolare nel comparto del fresco.

“È certo che oggi siamo arrivati ​​al momento giusto: quindici anni fa il mercato non sarebbe stato pronto. La pandemia ha reso la società più sensibile al nostro ambiente e al modo in cui nutriamo il pianeta. Queste sono vere questioni sociali, e soprattutto scelte.spiega Sandrine Vautherin.

Con il suo concetto, la co-fondatrice spera in definitiva che tali progetti contribuiranno a “influenzare l’industria agroalimentare sulla strada della riforma, del modo di lavorare in agricoltura, di sostenere i produttori…”

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Articolo tratto da T La Revue n°8 – “Dal campo alla tavola – Meglio i prodotti da mangiare bene?” Attualmente in edicola

Un numero dedicato all’agricoltura e all’alimentazione, disponibile in edicola e su kiosk.latribune.fr/t-la-revue