Ai tropici, gli uccelli canori assumono colore

pubblicato lunedì 04 aprile 2022 alle 17:55

Lo avevano previsto i naturalisti dell’Ottocento, ora è stato dimostrato: gli uccelli dei tropici sono più colorati dei loro congeneri nelle zone temperate, obbedendo a uno schema geografico ben preciso che uno studio ha appena portato alla luce.

Durante le loro spedizioni tropicali, i biologi europei Charles Darwin, Alexander von Humboldt e Alfred Russel Wallace avevano descritto questa ricchezza di flora e fauna così colorata rispetto alle specie delle latitudini settentrionali.

“Più ci si avvicina ai tropici, più aumenta la varietà delle strutture, la grazia delle forme e la mescolanza dei colori”, si meravigliò il naturalista tedesco Humboldt (1769-1859), che esplorò in particolare la giungla amazzonica.

Da allora, diversi scienziati hanno sospettato l’esistenza di una sorta di modello geografico di colorazione delle specie, variabile a seconda della latitudine, ma senza poterne fornire una prova.

A conferma dell’ipotesi, i biologi della British University of Sheffield hanno studiato più di 4.500 specie di passeriformi, la più numerosa famiglia di uccelli canori (rondini, gazze, allodole, usignoli, merli, cince, paradisiaci…), ben distribuite in tutto il mondo.

Hanno setacciato i piumaggi di esemplari adulti (maschi e femmine) dalle collezioni del Museo di Storia Naturale di Tring, in Inghilterra: ciascuno è stato fotografato su uno sfondo nero, da tre diverse angolazioni, con e senza filtro UV.

Grazie a un metodo di deep learning (uno dei campi dell’intelligenza artificiale), hanno estratto da queste sessioni fotografiche 1.500 pixel per piumaggio. Su questa base, sono stati in grado di misurare un “tasso” di colorazione di ciascuna specie, quindi confrontarlo con la posizione dell’uccello, con un sistema di punteggio.

I risultati hanno confermato che più ci si avvicinava all’equatore, più luminosi erano i colori e che sbiadivano man mano che ci si allontanava da esso. Una sorta di “regola biogeografica”, globalmente valida per entrambi i sessi, nonostante lievi differenze.

Qual è la causa? Diverse spiegazioni sono state avanzate, tra cui quella di Alfred Russel Wallace che vide nella rigogliosa vegetazione delle foreste tropicali un mimetismo naturale che permetteva ai colori vivaci degli uccelli di prosperare tutto l’anno, quando i loro congeneri nelle foreste temperate dovettero adattare i loro piumaggio agli alberi invernali spogli.

Una previsione che lo studio ha confermato. “Abbiamo scoperto che la colorazione era più alta negli uccelli in habitat densi, come le foreste pluviali”, ha detto Christopher Cooney all’AFP. Un altro fattore avanzato: il cibo, poiché gli uccelli che si nutrono di frutta e nettare, più presenti alle latitudini tropicali, presentano colori più vividi, aggiunge.

La sua ricerca stabilisce anche una correlazione tra diversità di specie e varietà di colori, suggerendo che ciò può aiutare gli uccelli “a distinguersi meglio gli uni dagli altri, in un ambiente brulicante di specie”.

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