A Dammarie-en-Puisaye, condannato di nuovo l’agricoltore che teneva 150 animali in condizioni orribili

Davanti al tribunale penale di Montargis, come durante il suo primo processo lo scorso luglio, un contadino di Dammarie-en-Puisaye, vicino a Gien, non capiva bene di cosa fosse accusato. Vale a dire diavere di nuovo animali nella tua fattoria.

Questo uomo di 66 anni è stato poi condannato una pena detentiva con sospensione della pena di due anni e il divieto permanente di tenere animali.

Venti animali soppressi

Nella sua fattoria vivevano più di 150 animali in condizioni terribili, in mezzo alla spazzatura e non beneficiando di cure e cibo adeguati. Decine di mucche, galline, cani, gatti e persino un cinghiale furono recuperati all’epoca dai servizi veterinari.

Montagne di escrementi, stato di salute preoccupante… Molti animali detenuti “in condizioni deplorevoli” sequestrati a Dammarie-en-Puisaye

Sul posto, una ventina di animali hanno dovuto essere soppressi perché ritenuti in pessime condizioni. L’imputato, toccando la RSA, vive in grandissima precarietà.

Gli animali vivevano in roulotte, ricoperte di croci.

Nonostante il divieto, questo sabato, 9 aprile, dopo un incendio nella sua fattoria, i gendarmi hanno notato la presenza di una mucca, un vitello, due cani, un pony e gatti.

Durante il loro intervento, secondo la testimonianza di un giovane soldato, il contadino l’avrebbe indignata anche per le sue origini : “Sei turco, non hai niente da fare in gendarmeria.” Lui contesta dopo aver pronunciato queste parole.

“Frustrato con credenze mistiche”

Secondo la perizia psichiatrica, l’uomo è desocializzato, emarginato, “frustrato dalle credenze mistiche (dipinse croci sulle roulotte dove vivevano gli animali per scongiurare la sorte)”.

Lo psichiatra ha ha evidenziato la necessità di un follow-up psicologicoal quale l’imputato ha replicato in giudizio:

“Non sono pazzo, sono anche molto intelligente. Non ho bisogno di tutto questo…”

Sulla presenza di nuovi animali nella sua fattoria, che secondo lui sono ben curati, questo scapolo senza figli spiega: “Prima avevo molti animali. E poi, niente. me lo sono perso.

L’accusa impugna la delibera

Il giudice deve poi esaminarlo più volte in modo che l’imputato comprenda le ragioni della sua presenza al bar.

Loïc Abrial, pubblico ministero di Montargis, sostiene: “La sentenza di luglio è stata semplice e chiara. Questo divieto, lo aveva capito perfettamente.” ha chiesto quattro mesi di reclusione, una tregua di otto mesi e la revoca della sospensione di due anni.

Per oltraggio, il tribunale ha assolto l’imputato a beneficio del dubbio.

D’altra parte, per il resto delle accuse, è stato condannato a un anno di reclusione, di cui sei mesi con la libertà vigilata. L’accusa ha impugnato la decisione ; nel frattempo il contadino ha potuto tornare a casa.

Gli animali saranno accuditi dai servizi veterinari.

Sylvain Riollet

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